Aggiornamento all’Atto di Indirizzo del Dirigente Scolastico
Aggiornamento all’Atto di Indirizzo del Dirigente Scolastico (del 4.10.2018, prot. 6572) per la predisposizione del Piano Triennale dell’Offerta Formativa (ex art. 1, c. 14 , L. 107/2015) per il triennio 2019-2022
Rispetto all’Atto di Indirizzo di cui sopra (datato 2 ottobre 2019, prot. 6572 del 4.10.2019), che si conserva e assume nella sua validità, si ritiene opportuno aggiungere solo alcune indicazioni di aggiornamento. Alcune di esse discendono dal fatto che, a solo pochi giorni dall’inizio delle lezioni (7 settembre 2019) l’ente locale di ha comunicato la inagibilità statica dell’edificio principale; ciò ha reso necessario dislocare le classi in n. quattro sedi alternative.
Piano dell’offerta didattica curricolare
Inserimento dell’insegnamento della “Storia dell’Arte” fin dal primo Biennio.
Ciò ha soprattutto allo scopo di armonizzare lo svolgimento dei programmi di storia dell’arte, di letteratura, di storia e filosofia sul piano della diacronia storica. Si ritiene infatti che una sincronia armonizzata da questo punto di vista sulla linea del tempo possa favorire collegamenti disciplinari e conseguenti modalità di apprendimento.
Interventi a livello delle condizioni regolamentari su cui l’offerta didattica si realizza:
aggiornamento e implementazione di alcuni documenti regolamentari interni troppo risalenti nel tempo (Regolamento di istituto, Regolamento uscite didattiche, Regolamento studenti frequentanti all’estero).
Piano delle azioni strategico-organizzative
Formazione
Come riportato dalla Nota Miur (Direzione Generale per il personale scolastico) 49072 del 28.11.2019, l’ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale Integrativo (CCNI) sottoscritto il giorno 19 novembre 2019 e concernente i criteri generali di ripartizione delle risorse per la formazione del personale docente, educativo ed A.T.A. (ai sensi dell’art.22 comma 4 lettera a3) del C.C.N.L. del 19/4/2018) delinea il nuovo quadro di riferimento entro cui realizzare le attività di formazione in servizio per il personale della scuola, per gli anni scolastici 2019/20, 2020/21, 2021/22. Il nuovo quadro contrattuale conferma la visione strategica della formazione in servizio come elemento di sviluppo dell’intero sistema educativo, ma introduce una novità rispetto al passato. Infatti mette a disposizione di ogni singola unità scolastica una quota garantita delle risorse finanziarie disponibili per far fronte ai bisogni formativi specifici, mentre assegna alle scuole polo per la formazione il compito di realizzare sul territorio le azioni formative di sistema, definite a livello nazionale. Al fine di garantire la diffusione di nuove metodologie di formazione, il Piano di formazione d'istituto potrà comprendere anche iniziative di autoformazione, di formazione tra pari, di ricerca ed innovazione didattica, di ricerca-azione, di attività laboratoriali, di gruppi di approfondimento e miglioramento. In linea di massima, in sede di progettazione delle attività, i Piani formativi di istituto (art. 63-71 CCNL 2006-2009) potranno utilmente considerare le diverse opportunità offerte da: a) organizzazione diretta di attività formative da parte dell’istituto, anche in modalità autoformazione e ricerca didattica strutturata; b) organizzazione coordinata con altre scuole di iniziative formative di rete (per tipologie specifiche di approfondimento); c) partecipazione ad iniziative formative di carattere nazionale promosse dall’Amministrazione scolastica, tramite le scuole polo della formazione; d) la libera iniziativa dei singoli insegnanti, attraverso l’utilizzo dell’apposita card del docente. In tale prospettiva, si vorrebbe valorizzare il protagonismo professionale – intellettuale dei docenti per: puntare su occasioni strutturate di autoformazione da parte di gruppi di docenti interni (per ambiti disciplinari o interdisciplinari); realizzare, in tale ottica e contemporaneamente come esito, una pubblicazione rivista dei docenti del liceo; programmare momenti validi come occasioni formative ma anche aperti alla città e organizzati in concorso con enti esterni.
Investimento sulla sicurezza interna.
Formazione di numero adeguato di figure addette per la sicurezza interna. Anche in questo caso si tratta di un’esigenza tanto più forte in un momento come l’attuale in cui l’istituto, dopo la dichiarata inagibilità della sua sede più grande, si trova disperso in diverse sedi e con notevoli difficoltà operative.
Proposta dell'istituto verso l'esterno
Forte è la convinzione in parte della comunità scolastica di quanto un istituto scolastico come il nostro in una realtà di medio piccola cittadina abbia svolto in passato e possa svolgere, oltre alla sua "missione" istituzionale di istruzione-formazione verso i propri studenti, anche un ruolo di promozione culturale al servizio del contesto territoriale e in rapporto con altre istituzioni culturali del territorio. Ciò, del resto non si pone in alternativa e neppure al di fuori della primaria "missione" di insegnamento/istruzione: infatti, si ritiene che il docente coinvolto in attività di ricerca ed elaborazione culturale possa anche meglio "trasmettere" contenuti e valori agli studenti e che gli stessi studenti non possano se non trarre benefici dal fatto che loro docenti e la scuola tutta sia capace di elaborare cultura, intraprendere ricerca, proporre occasioni di incontri culturali innovativi anche di tipo non tradizionalmente "scolastico".
Da una simile convinzione nasce la prospettiva di poter impegnare la scuola in attività di: pubblicazione di rivista scientifica destinata ad ospitare contributi di docenti o ex docenti o ex studenti (si argomenti frutto di loro passioni e attività di studio); pubblicazione di monografia; organizzazione di convegni / conferenze pubbliche (coinvolgendo anche studenti, eventualmente anche come proposta di PCTO).
Si tratta di un percorso che in parte si è già avviato: con la pubblicazione di un primo libro ("Animiamo le parole", Bertoni editore, 2019); con la prima edizione di un ciclo di pubbliche presentazione di libri ("Libri e idee del Nolfi Apolloni") realizzato in collaborazione con la locale biblioteca civica. Il tutto non ha comportato costi per la scuola, in virtù delle collaborazioni e dei finanziamenti esterni attivati.
Altra occasione possibile di proiezione esterna (segnatamente, in questo caso, verso le famiglie) può essere costituita di un momento semplice ma significativo che si è avviato nel corso dell'anno e che si vorrebbe proseguire. Si tratta di una semplice "cerimonia" in cui riconoscere il merito e l'impegno di studenti del primo Biennio che hanno ottenuto le migliori medie scolastiche a fine anno scolastico precedente (e che, come noto, non sono altrimenti premiati dal credito scolastico attribuito solo per il secondo Biennio e il quinto anno): la scuola consegna loro un simbolico diploma nel corso di un momento pubblico cui sono invitati i familiari, alla presenza di una figura istituzionale esterna e di un ex studente che abbia realizzato significative esperienze nel mondo della cultura, della ricerca, delle professioni e cui si chiede un breve intervento; altri studenti intervallano con qualche loro esecuzione musicale. Nell'occasione possono anche essere consegnati i diplomi e gli assegni Miur agli studenti diplomati con lode in sede di esame di Stato.
Sempre in ottica di rilevazione e conseguente collegata rendicontazione esterna si pone la necessità di strutturare una modalità di verifica dei bisogni e delle opinioni da parte degli "utenti" (famiglie e realtà esterne) sul servizio reso dalla scuola, in un'a prospettiva di miglioramento.
Rivitalizzazione del Consiglio scientifico.
Anche nella medesima ottica di proiezione esterna, tutta la scuola nei suoi diversi indirizzi può trarre linfa e giovamento da una rete di rapporti con enti e istituzioni che possono collegarsi alle finalità dell’istituzione scolastica: sul piano culturale, sociale, associativo, artistico, professionale. Ciò è tanto più vero in un momento come l’attuale in cui l’istituto, dopo la dichiarata inagibilità della sua sede più grande, si trova disperso in diverse sedi e con notevoli difficoltà operative.
NB)
Va rimarcato che alcune delle prospettive di sviluppo non possono non discendere dal fatto che, a solo pochi giorni dall’inizio delle lezioni (7 settembre 2019) l’ente locale ci ha comunicato la inagibilità statica dell’edificio principale; ciò ha reso necessario dislocare le classi in n. quattro sedi alternative. Ne deriva un necessario impegno per la riduzione dei disagi (anche didattici) derivanti dalla inagibilità della sede principale e dalla conseguente dislocazione delle classi. È importante infatti, in costante interlocuzione con gli enti locali (Provincia in primis e Comune), sopperire alla mancanza di adeguati spazi per attività laboratoriali e di palestra.
Fano, 24.10.2019
Il dirigente scolastico
prof. Samuele Giombi
